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Alto Adige secondo Slow Wine 2018, novità ed anticonformismo

alto adige slow wine 2018

Grandi novità nell'Alto Adige per Slow Wine 2018. Grandi nomi esclusi e new entry di alto livello.

L'Alto Adige secondo Slow Wine 2018 ci viene presentato come un territorio particolarmente vocato. Personalmente ritengo vera questa affermazione, ma altresì penso sia importante far notare che troppe realtà lavorano tanto, troppo, in cantina, rischiando di omologare eccessivamente un prodotto.
Troppi tecnicismi e troppo perfezionismo fanno perdere ciò che la terra può dare ad un vino.

Territorio particolarmente vocato dunque.

La natura ha avuto un ruolo predominante in questo: in pochi chilometri, infatti, si passa da assolati vigneti a 200 metri di altitudine, circondati da ulivi e cipressi, a scenari alpini, dove la viticoltura si fa eroica e i ripidi appezzamenti raggiungono anche i 1.000 metri di quota.

Questo mosaico di caratteristiche pedoclimatiche consente di coltivare oltre 20 vitigni differenti, di cui il 60% è a bacca bianca. Tra questi, oltre al gewürztraminer, spiccano il pinot bianco, che anche quest’anno si è espresso in vini dotati di particolare tipicità e finezza, e i bianchi della valle Isarco e della val Venosta.

Nel ventaglio dei vitigni rossi, si è assistito ad una rivincita preponderante della Schiava che, grazie a due vendemmie da manuale (2015 e 2016), in quest’edizione della guida ha regalato assaggi gustosissimi. Molti produttori stanno puntando su questo vitigno storico, custodito in vigneti che raggiungono anche il secolo di età, valorizzandolo non solo nelle versioni leggere e dalla beva agile, ma anche in vini dotati di maggiore profondità, ottenuti da estrazioni più marcate e da lunghi affinamenti, dei quali abbiamo apprezzato tra l’altro l’insospettabile longevità.

Infine, in questo variegato quadro enoico, e non senza polemiche, ha preso forma la menzione di vigna, che è volta a identificare i cru altoatesini e che rappresenta il culmine del pluriennale e certosino lavoro di zonazione svolto in questa regione.





Ecco i vini che hanno ricevuto la menzione da Slow Wine 2018


VINO SLOW
A.A. Chardonnay Löwengang 2014, Alois Lageder
A.A. Schiava 2016, Glassierhof – Stefan Vaja
A.A. Schiava Gschleier Alte Reben 2015, Cantina Girlan
A.A. Terlano Chardonnay Sophie 2015, Manincor
A.A. Val Venosta Pinot Nero 2014, Stachlburg
A.A. Val Venosta Riesling Windbichel 2015, Unterortl – Castel Juval
A.A. Valle Isarco Riesling Kaiton 2016, Kuenhof – Peter Pliger
A.A. Valle Isarco Sylvaner 2015, Garlider – Christian Kerschbaumer
Donà Blanc 2012, Hartmann Donà
Elda 2013, Nusserhof – Heinrich Mayr
Laurenc 2014, Pranzegg – Martin Gojer
Sankt Anna 2014, Weingut in der Eben – Urban Plattner
Upupa Rot 2014, Weingut Abraham
GRANDE VINO
A.A. Gewürztraminer Epokale 2009, Cantina Tramin
A.A. Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner 2015, Tiefenbrunner Castel Thurmhof
A.A. Pinot Nero 2015, Gottardi
A.A. Sauvignon Cosmas 2016, Kornell – Florian Brigl
A.A. Sauvignon Voglar 2015, Peter Dipoli
A.A. Terlano Rarità 1991, Cantina Terlano
A.A. Valle Isarco Riesling 2016, Strasserhof – Hannes Baumgartner
A.A. Valle Isarco Riesling 2015, Köfererhof – Günther Kerschbaumer
A.A. Valle Isarco Sylvaner Alte Reben 2015, Pacherhof – Andreas Huber
A.A. Valle Isarco Sylvaner Lahner 2016, Taschlerhof – Peter Wachtler
VINO QUOTIDIANO
A.A. Lago di Caldaro Cl. Charta 2016, Niklaserhof
A.A. Pinot Bianco 2016, H. Lun
A.A. Pinot Bianco 2016, Cantina Caldaro
A.A. Santa Maddalena 2016, Thurnhof – Andreas Berger
A.A. Santa Maddalena Cl. 2016, Griesbauerhof – Georg Mumelter
A.A. Schiava 2016, Bergmannhof – Josef Pichler
A.A. Schiava Alte Reben 2016, Glögglhof – Franz Gojer
A.A. Schiava Grigia Sonntaler 2016, Cantina Cortaccia
A.A. Chardonnay Somereto 2016, Cantina Andriano
T Bianco 2016, Cantina Tramin

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