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Degustazione a Montecatini, prime impressioni spumanti e bianchi

degustazione montecatini slow wine

Si è tenuta sabato 14 ottobre la degustazione di Slow Wine alle Terme Tettuccio di Montecatini. Ecco le prime impressioni.
Sabato 14 ottobre lo stabilimento Terme Tettuccio di Montecatini ha ospitato la degustazione Slow Wine 2018 con presentazione della Guida della chiocciola.
Prima di riassumere le etichette che più mi hanno colpito vorrei spendere due parole per l'evento in sè, veramente di notevole importanza e dimensioni.

Tra le note positive sicuramente la location scelta. Lo stabilimento termale è magnifico, il meteo ha dato una grossa mano facendo splendere il sole, e l'abbinamento con la manifestazione Food and Book ha permesso di avere una due giorni piena di appuntamenti interessanti.
La lista delle cantine presenti è stata veramente notevole: parliamo di oltre 600 produttori presenti con banchetto proprio o nelle isole regionali. Anche il servizio mi è piaciuto molto, curato come sempre dalla Fisar.
Alto il livello delle bottiglie portate, con alcune chicche come il Crichet Pajè 2008 di Roagna che, almeno personalmente, non mi capita tanto spesso di avere nel bicchiere.
Molto positiva infine la scelta di proporre anche alcuni stand gastronomici.

Da rivedere a mio avviso la disposizione dei banchetti. Capisco che ci si è voluti proteggere dall'eventualità di pioggia, però era difficoltoso fermarsi a parlare con i produttori perchè erano molto stretti l'uno all'altro. Se a questo aggiungiamo la solita presenza (seppur inferiore al consueto) di beoni della domenica che ti spingono via mentre chiacchieri col produttore per riempirsi il bicchiere già mezzo ubriachi ecco, questo lo rivedrei.
Infine una critica ad alcuni produttori, famosi. Io capisco che non è obbligatorio presenziare a Slow Wine, così come capisco che possa dare fastidio offrire i propri prodotti da centinaia di euro a bottiglia al primo che passa, però se mettete i nomi sulla lista espositori poi dovete presentarvi. Gli snobismi non servono a nulla, se non volete venire piuttosto non iscrivetevi nemmeno, non porteremo rancore.

Passiamo alla descrizione degli assaggi che più mi hanno colpito. In questa prima parte ci saranno gli spumanti e i bianchi.

Franciacorta Extra Brut 2012, Camossi
Blend in parti uguali di Chardonnay e Pinot Nero. Dal perlage fine e persistente si propone al naso con fiori bianchi e frutta a polpa gialla. Fresco e sapido è un vino teso, che non lascia spazio alla morbidezza. Metodo Classico da intenditori.

Franciacorta Extra Brut Boschedor 2011, Bosio
Anche qui Pinot Nero e Chardonnay 50/50. Colore giallo carico, naso speziato e con sentori di agrumi. Decisamente strutturato lascia un finale sapido e persistente.

Monsupello Nature Pas Dosé
90% di Pinot Nero e 10% di Chardonnay per l'incarnazione dell'Oltrepò Pavese in bottiglia. Giallo paglierino carico esprime al naso sentori di mandorla amara e nocciola tostata. Estremamente secco, come un vero Pas Dosé, è uno spumante per intenditori.

Roero Arneis Bricco delle Ciliegie 2016, Almondo
Acciaio e un piccolo passaggio in barrique per un bianco che non delude mai. Intenso, pieno, sapido con sentori di gelsomino e fiori d'arancia.

FCO Vigne Cinquant'anni, Le Vigne di Zamò
100% Friulano, sprizza frutta tropicale in ogni goccia che si porta al naso. Morbido, rotondo, esotico, un grande classico di questo vitigno.

Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato, Terre RossePiccola realtà di finale ligure che sforna un ottimo Pigato. Fresco, minerale, senza fronzoli ma di ottima beva. Un bel bianco per questa zona spesso sottovalutata.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ris. Rincrocca, La Staffa
Ottimo prestazione per il giovane Riccardo Baldi, classe 1990. Giallo paglierino cristallino apre al naso con frutta a polpa gialla e ginestra, per terminare con sentori di mandorla. Al palato è caldo, di buon corpo, e lunga persistenza.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ris. Villa Bucci, BucciUn monumento del Verdicchio. Molto complesso il bouquet al naso dove si avvertono note dolci di miele, nocciola tostata, e spezie. Al palato è intenso, armonico, pieno, ed infinito. Grande.

Fiano di Avellino 2015, Rocca del Principe
Non ho più parole per esprimere come ogni anno questa realtà riesca a stupirmi. Meravigliosa la 2014, sublime (e opposta) la 2015. Elegante, pieno, dinamico, il miglior bianco presente a Montecatini, da immaginare tra 2/3 anni....

Carjcanti 2014, Gulfi
Un magnifico bianco dell'Etna, che esce sul mercato 2 anni dopo la vendemmia. Al naso esprime sentori di frutta matura, agrumi e vaniglia. Al palato è pieno, caldo e di notevole persistenza. Superba interpretazione del territorio etneo.








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