Impressioni sui rossi della degustazione Slow Wine a Montecatini.
Dogliani Papà Celso 2016, Marziano Abbona
Interpreta a meraviglia una delle annate migliori del Dolcetto di Dogliani. Ricco, strutturato, con aromi di frutta nera. La spalla acida ed il tannino lasciano intendere una notevole evoluzione in bottiglia.
Barbaresco 2014, Produttori del Barbaresco
L'annata con settembre caldo si percepisce nell'integrità degli aromi. Equilibrio raro e persistenza infinita con il tannino presente ma delicato. Una bottiglia per chi vuole bere un Barbaresco dall'irraggiungibile rapporto qualità/prezzo.
Barbaresco Rabajà 2014, Giuseppe Cortese
Vero contadino di langa garantisce ogni anno una interpretazione tradizionale di un grande cru. Ai sentori di fragola e lampone si accompagnano gli aromi terziari di cuoio e liquirizia. Più snello del solito al sorso si mostra complesso e persistente. Ne riparliamo tra 10 anni.
Barbaresco Asili 2014, Cà del Baio
Profondo e strutturato. Così si può definire questa interpretazione. Aromi di sottobosco, mentolati e balsamici accompagnano il frutto. Sorso caldo ed avvolgente, per un vino che ha come unico fine quello di invecchiare in bottiglia.
Barolo Serralunga 2013, Ferdinando Principiano
Rosso granato. Ricco il bouquet con ciliegie e rosa a farla da padrona. Al palato si mostra con tannini robusti, che spingono a dimenticarlo in cantina per alcuni anni prima di consumarlo. Una ottima espressione territoriale che dimostra come si possa bere un buon Barolo alla portata delle tasche di tutti.
Barolo Cerretta 2013, Giacomo Conterno
Oggettivamente puntavo al Monfortino, ma capisco la scelta di Conterno di proporre il "Cerretta". Intenso, pieno, armonico, corposo, chi più ne ha più ne metta. Una di quelle bottiglie che puoi stappare tra 10 anni e meravigliarti di come abbia ancora lunga vita davanti.
San Leonardo 2013, Tenuta San Leonardo
Classico taglio bordolese rosso rubino intenso con riflessi granato. Al naso si esprime con peperone verde e vaniglia mentre al palato risulta caldo, avvolgente, e dal finale molto lungo. Decisamente un must per gli amanti del genere.
Chianti Classico 2015, Badia a Coltibuono
Maurizio Castelli interpreta in modo magistrale una vendemmia di alta qualità. Rubino deciso profuma di violette. Il rovere francese tostato c'è e si sente, con note di tabacco mai invadenti. Caldo e persistente mantiene una spalla acida che lo sorreggerà per anni. Bella interpretazione di una linea "base" alla portata di tutti.
Brunello di Montalcino 2012, Terre Nere Nel bicchiere mostra riflessi aranciati, mentre al naso si riconoscono aromi di frutta cotta e balsamici. Morbido ed avvolgente al palato, il tannino è dolce. Non sarà un Brunello capace di reggere 50 anni in cantina, ma ha un rapporto qualità/prezzo inarrivabile.
Sabbie di Sopra il Bosco 2015, Nanni CopèPallagrello, Aglianico e Casavecchia per un rosso che si mostra giovanissimo ma promettente. Un vero bicchiere di Sud.
Cirò Rosso Cl. Sup. Ris. 2013, A' Vita
Gaglioppo in purezza. Rosso scarico esprime un naso di ciliegia fresca e macchia mediterranea che varia in continuo. Ribalta il concetto dei rossi del Sud mostrando grande bevibilità e corposità lontana dagli Aglianico del Vulture. Bravi.

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